venerdì 31 agosto 2012

Cursos de Português no IPSAR

http://www.ipsar.org/

 

Anno Accademico 2012-2013  -  1º Semestre

 

Corsi di Lingua e Cultura Portoghese
ISTITUTO PORTOGHESE DI SANT'ANTONIO IN ROMA

 

Iscrizioni aperte dal 24 al 28 settembre 2012, nell’orario di funzionamento della segreteria (dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00).

 

L’iscrizione è presenziale e prevede il versamento di un acconto, che verrà restituito nel caso della non realizzazione del corso.

 

Gli alunni che si iscrivono nei livelli medi e avanzato, e che non hanno seguito corsi presso l’IPSAR, dovranno effettuare un piccolo test di valutazione il mercoledì, 26 settembre, ore 18.00-19.00. L’esito della prova verrà comunicato nei giorni successivi.

 

L’avviamento dei corsi sarà stabilito dalla presenza di un numero minimo di 10 alunni. Segnaliamo che le diverse classi hanno come limite massimo il numero di 20 alunni.

 

Riunione Iniziale: venerdì, 21 settembre 2012, ore 18.00 solo per i candidati che si iscrivono per la prima volta.

 

Calendario delle attività accademiche:

 

P1 - livello basico              40 ore (20 lezioni + esame)

 

Lunedì e mercoledì  dalle 18.00 alle 20.00.

Inizio del corso - 15 ottobre 2012.

 

P2 - livello intermedio       30 ore (14 lezioni + esame)

 

martedì, dalle 18.00 alle 20.00.

Inizio dei corsi - 2 ottobre 2012.

 

P3 - livello intermedio       30 ore (14 lezioni + esame)

 

giovedì, dalle 18.00 alle 20.00.

Inizio dei corsi - 4 ottobre 2012.

 

P4 - livello avanzato          30 ore (14 lezioni + esame)

 

venerdì, dalle 18.00 alle 20.00.

Inizio dei corsi - 5 ottobre 2012.

 

 

 

o         I programmi saranno stabiliti tra Professore e Allievi all’inizio delle lezioni. La valutazione comprenderà la frequenza e la partecipazione dell’Allievo, confermate da una prova orale e scritta alla fine del corso. L’esame darà diritto ad un Certificato di frequenza e merito, autenticato dalla Segreteria dell’Istituto Portoghese di Sant'Antonio in Roma.

 

o        Il pagamento dei corsi dovrà essere effettuato presso la Segreteria dell’Istituto nel suo orario di funzionamento. Comprenderà una tassa d’iscrizione annuale, alla quale sarà aggiunta la tassa di frequenza del semestre.

 
Istituto Portoghese di Sant'Antonio in Roma
Via dei Portoghesi, 2I-00186 Roma
Tel.: (+39)06 68 80 24 96Fax: (+39)06 68 65 234
 

 

Per altre informazioni contattare corsi@ipsar.org

NADIR AFONSO em Veneza

Nadir Afonso.

Dall'Estetica Surrealista alla Città Cromatica

Mostra d'arte
http://www.istitutoveneto.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/721

30 agosto - 11 novembre 2012

Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti
Palazzo Loredan


Orari:
Martedì - Domenica, 11 - 19
Ingresso gratuito
Organizzata da
Comediarting srl
In collaborazione
con Traço- Traço
A cura di Stefano Cecchetto in collaborazione con Fondazione Nadir Afonso.
Catalogo edito da Carlo Cambi
Ufficio Stampa
SPAINI & PARTNERS T. 050 36042/310920 www.spaini.it
Guido Spaini guido.spaini@spaini.it
Matilde Meucci 329 6321362 matilde.meucci@spaini.it
Rachele Giannessi 3473839137 ufficiostampa@spaini.it


Dal 30 agosto al 10 novembre 2012 si terrà a Venezia presso la sede dell'Istituto Veneto di Scienze Lettere e Arti a Palazzo Loredan, la mostra Nadir Afonso. Dall'Estetica Surrealista alla Città Cromatica.
L'occasione per rendere omaggio a questo artista, alla sua opera e alle sue frequentazioni culturali, prende corpo due anni fa per volontà della Fondazione, istituita dall'artista stesso, per celebrare i suoi novant'anni con una serie di mostre a livello internazionale. Dopo Parigi, Rio de Janeiro e Lisbona e Roma, Venezia rende omaggio a questo incredibile e poliedrico artista.
La mostra espone un percorso che inquadra il lavoro di Nadir Afonso partendo dalle opere legate al periodo che va dagli anni quaranta agli anni sessanta fino ad arrivare ai quadri più recenti che interpretano il tema della città e la sua visione cromatica.
La prima parte dell'esposizione presenta le opere più legate alla fase Surrealista dei primi anni '40, influenzata dal soggiorno dell'artista a Parigi e dalla frequentazione e l'amicizia con gli artisti di quel Movimento, per procedere poi con il periodo pre-geometrico e barocco dei primi anni '50 che scaturisce dall'esercizio dell'architettura. Questi dipinti, spesso trattati con un gusto mordente nei diversi cromatismi, lasciano pensare a una soluzione Spazialista affidata più al gioco dello scambio tra toni e colori e ad un piacere personale dell'artista che si diverte nell'invenzione dei piani prospettici. Ma anche qui, anche nel gioco della composizione, l'artista rinuncia all'evasione marginale, agli schemi precostruiti, alle transitorie ideologie pittoriche per ritrovare il gusto di un rinnovato impegno che lo conduce verso l'espressionismo di un linguaggio assolutamente personale.
Ma il corpo centrale dell'esposizione mira soprattutto a mettere in luce il lavoro contemporaneo dell'artista. Partendo dalla produzione degli ultimi dieci anni, le opere di Nadir Afonso trasmettono la forza di un segno innovativo che travalica gli schemi dei movimenti artistici, per esplorare un nuovo linguaggio delle forme.
Le città di Nadir Afonso si presentano come l'apparizione di un'architettura in divenire e sembrano emergere da una realtà apparentemente cancellata e pur affiorante negli schemi di strutture diagonali, linee rette e poi ondulate nei differenti cromatismi, dove l'intimità raccolta della visione si espande alla ricerca di uno spazio nuovo, più ampio e organizzato.
Tra le numerose opere esposte l'artista presenta il suo omaggio a Venezia con tre dipinti realizzati nei differenti periodi: Le Grand Canal II del 1957 dove la prospettiva della veduta è distribuita in un gioco di forme che evocano lo skyline veneziano; Campos de San Zanipolo del 1965 che sviluppa il profilo delle architetture nel fascino dei cromatismi severi del blu e del nero e Procissão em Veneza del 2002 dove Piazza San Marco emerge come un'apparizione dal gioco dei vorticismi cromatici. Ed è proprio in queste opere recenti che si rivela la forza e la determinazione dell'artista a proseguire una ricerca personale sulla riscoperta e l'applicazione di un nuovo linguaggio metafisico.
La mostra, realizzata in occasione della Biennale Architettura, inquadra anche la figura di Nadir Afonso architetto e mette in luce la sua collaborazione con due grandi protagonisti dell'architettura moderna internazionale: Le Corbusier e Oscar Niemeyer con i quali Nadir Afonso ha lavorato nel periodo degli anni quaranta e cinquanta, prima a Parigi e poi a Rio de Janeiro.

Nota biografica
Nadir Afonso, pittore, architetto e filosofo portoghese nasce a Chaves, il 4 dicembre 1920.
Studia architettura all'Accademia di Belle Arti a Oporto e dopo la laurea si trasferisce a Parigi dove diventa amico e collaboratore di Le Corbusier, con il quale lavora dal 1946 al 1951. Si trasferisce poi a Rio de Janeiro al seguito di Oscar Niemeyer e collabora tre anni con il grande architetto brasiliano. In Brasile conosce l'artista italo-brasiliano Candido Portinari con il quale intrattiene una lunga frequentazione personale e artistica. Nel 1954 torna a Parigi dove partecipa a numerose mostre di pittura alla galleria Denise René, allora tempio delle esposizioni di arte astratta, dove conosce numerosi artisti importanti, tra i quali: Pablo Ricasso, Max Ernst, Giorgio de Chirico, Max Jacob, Fernand Leger che lo ospita per alcuni mesi nel suo atelier e con il quale intrattiene una lunga amicizia. D'ora in poi la carriera di artista e pittore ha il sopravvento sull'architettura e dal 1965, l'attività di Nadir Afonso si sposta prevalentemente in questa direzione. Dopo la grande mostra personale del 1959 al Palais des Beaux-Arts di Parigi, l'artista portoghese realizza numerose esposizioni in gallerie e musei internazionali.
Dopo il periodo barocco che, partendo dall'esperienza surrealista arriva fino alle ricerche pittoriche dell'amico Giorgio de Chirico, Nadir Afonso intraprende la strada dell'astrattismo e imposta la sua ricerca su rigorose costruzioni geometriche che rimandano allo spazialismo e al costruttivismo degli anni sessanta fino all'esperienza di artisti quali: Victor Vasarely; Mortensen; Herbin e Bloc.
L'interesse per le discipline estetiche e gli studi filosofici lo avvicinano anche agli intellettuali francesi dell'epoca suoi contemporanei: Roger Garaudy; Paul Ricoeur; Léon Degand e Jean Paul Sartre. In quegli anni Nadir Afonso pubblicherà anche un testo molto importante per l'estetica dell'arte: Les Mécanismes de la Création Artistique.


http://www.nadirafonso.com/veneza-exposicao/

http://www.rtp.pt/noticias/index.php?article=582883&tm=4&layout=123&visual=61
Cerca de cem obras do pintor Nadir Afonso , entre elas algumas que nunca foram mostradas ao público, serão expostas a partir desta quinta-feira no Palácio Loredan, em Veneza, até 10 de novembro. Nesta mostra, a obra do pintor, inicialmente formado em Arquitetura, vai ser destacada a sua antiga colaboração com duas figuras destacadas da arquitetura moderna internacional: o francês Le Corbusier (1887-1965) e o brasileiro Oscar Niemeyer, atualmente com 104 anos.



ROMA TRE - sessione autunnale 2012


PORTOGHESE LCS - Esami SESSIONE AUTUNNALE

settembre 2012



Ø Primo appello

Letteratura+ Laboratorio trad e rev testi :

17/09/2012


Ø Scritto lingua (Lettorato+traduzione):

18/08/2012

Ø Secondo appello

Lingua+Letteratura+ Laboratorio trad e rev testi:

28/09/2012

 

IMPORTANTE

Si richiede la prenotazione allo scritto del Lettore scrivendo a viadeiportoghesi@yahoo.it e indicando:

1.    Cognome e Nome
2.    Matricola
3.    Livello dell’esame da sostenere (P1, P2 o P3)
4.    Portoghese 1ª, 2ª o 3ª lingua curriculare
5.    Cellulare

Lettorato di Portoghese - 2011-2012

 

La prova di Lettorato di Portoghese si svolgerà in tre parti: dettato, esercizi di grammatica e componimento di un testo sulle area tematiche studiate in classe durante l’anno. Non è  permesso  l’utilizzo di dizionario.



Portoghese 1º livello - P1

 

Grammatica

 

  • Verbos regulares e irregulares: Presente do Indicativo, Imperativo, Preterito Perfeito Simples do Indicativo, Preterito Imperfeito do Indicativo
  • Pronomes pessoais – reflexo, sujeito, complemento direto e indireto, com preposições
  • Preposições e verbos com preposição
  • Conjugação perifrástica (verbos auxiliares)
  • Demonstrativos, possessivos, indefinidos, relativos
  • Graus dos adjectivos
  • Artigos definidos e indefinidos
  • Interrogativos
  • Há / desde

 

Aree tematiche

 

  • Apresentação, descrição física e psicológica, família
  • Cidades e habitação
  • Alimentação
  • Vestuário
  • Tempos livres
  • Tradições
  • Portugal e países de expressão portuguesa – geografia, história, tradições

 

Testi

 

- G. Lanciani / G. Tavani, Grammatica portoghese, LED, ultima edizione.

- A. Tavares, Português XXI - 1, Lidel, ultima edizione.

- O. Mata Coimbra / I. Coimbra, Gramática Activa 1, Lidel, ultima edizione.

- Fotocopie

 

 

 

 

Portoghese 2º livello - P2

 

Grammatica

 

  • Infinito pessoal e impessoal
  • Particípio passado, regular, irregular e duplo
  • Pretérito mais-que-perfeito composto do indicativo
  • Preterito perfeito composto do indicativo
  • Futuro imperfeito do indicativo
  • Condicional
  • Gerúndio
  • Discurso indireto
  • Voz passiva
  • Palavras derivadas por prefixação e sufixação
  • Pronomes relativos variáveis e invariáveis

 

Aree tematiche

 

  • Quotidiano e tempos livres
  • Arte e espectáculo
  • Comércio e consumo
  • Alimentação e saúde
  • Portugal e países de expressão portuguesa – geografia, história, tradições

 

Testi

 

- G. Lanciani / G. Tavani, Grammatica portoghese, LED, ultima edizione.

- A. Tavares, Português XXI - 2, Lidel, ultima edizione.

- O. Mata Coimbra / I. Coimbra, Gramática Activa 1, Lidel, ultima edizione.

- O. Mata Coimbra / I. Coimbra, Gramática Activa 2, Lidel, ultima edizione.

- Fotocopie

 

 

 

 

Portoghese 3º livello - P3

 

Grammatica

 

  • Palavras compostas (formação e plural)
  • Palavras derivadas por prefixação e sufixação
  • Presente do conjuntivo
  • Futuro do conjuntivo
  • Imperfeito do conjuntivo
  • Pretérito mais-que-perfeito composto do conjuntivo
  • Verbos derivados de fazer, pôr, pedir, ter, ver, vir
  • Verbos dar, ficar e passar com preposição
  • Frases condicionais
  • Discurso indirecto
  • Conjugaçao pronominal com o futuro do indicativo e com o condicional

 

Aree tematiche

 

  • Ambiente e Ecologia
  • Fenómenos sociais da atualidade – emigração, solidariedade, choque de gerações, etc.
  • Portugal e países de expressão portuguesa – geografia, história, tradições

 

Testi

 

- G. Lanciani / G. Tavani, Grammatica portoghese, LED, ultima edizione.

- A. Tavares, Português XXI - 3, Lidel, ultima edizione.

- O. Mata Coimbra / I. Coimbra, Gramática Activa 2, Lidel, ultima edizione.

- Fotocopie

Giorgia Bressan ci segnala l'attribuzione del Leone d'Oro a Álvaro Siza

Ci ha scritto la nostra amica  GIORGIA BRESSAN segnalandoci l’attribuzione del Leone d’oro alla carriera all’architetto Álvaro Siza Vieira. Grazie, Giorgia!

Álvaro Siza Vieira Leone d’oro alla carriera



 

Common Ground (Venezia, Giardini e Arsenale, 29 agosto - 25 novembre 2012)

È stato attribuito all’architetto portoghese Álvaro Siza Vieira il Leone d’oro alla carriera della 13. Mostra Internazionale di ArchitetturaCommon Ground (Venezia, Giardini e Arsenale, 29 agosto - 25 novembre 2012).

La decisione è stata presa dal Cda della Biennale di Venezia presieduto da Paolo Baratta, su proposta del Direttore David Chipperfield, con la seguente motivazione:

“Perché ho la dimensione di ciò che vedo
e non la dimensione della mia altezza.”
(Fernando Pessoa, Il libro dell’inquietudine)

“È difficile pensare a un architetto contemporaneo che abbia mantenuto una presenza coerente nell’ambito della professione quanto Álvaro Siza. Che una tale presenza sia mantenuta proprio da un architetto che vive e lavora all’estremo margine atlantico dell’Europa non fa che mettere in risalto la sua autorità e la sua condizione.”

“Sin dall’epoca dei primi consensi ricevuti per il ristorante di Boa Nova e le piscine di Leca de Palmeira, e di una reputazione confermata dalle sue prime abitazioni, Siza ha occupato una posizione peculiare nella galassia architettonica. Questa posizione è ricca di paradossi. Siza ha mantenuto una consistente produzione di opere del più alto livello, senza tuttavia mostrare la minima traccia di quel palese professionalismo e dell’autopromozione che sono ormai diventati parte del meccanismo dell’architetto contemporaneo. Mentre sembra andare nella direzione opposta rispetto al resto della categoria, in realtà pare essere sempre davanti a tutti, apparentemente non toccato e non intimorito dalle sfide pratiche e intellettuali che pone a se stesso.”

“Protetto dalla sua collocazione isolata emana una saggezza universale. Sperimentando con forme geometriche estreme riesce a creare edifici di grande rigore. Sviluppando un linguaggio architettonico tutto suo sembra parlare a tutti noi. Mentre la sua opera emana sicurezza di giudizio, essa risulta chiaramente potenziata da prudente riflessione. Mentre siamo abbagliati dalla luminosità dei suoi edifici, avvertiamo tutta la loro consistenza.
Quelli di noi che hanno avuto la fortuna di averlo sentito parlare di architettura con parole parche e precise quanto le linee sottili dei suoi disegni, sanno che queste opere non sono il prodotto di un talento convenzionale, bensì di una mente finemente esercitata dalla sicurezza della conoscenza e dalla saggezza del dubbio.”

Il riconoscimento ad Álvaro Siza Vieira sarà consegnato ai Giardini della Biennale mercoledì 29 agosto 2012 alle ore 11, nel corso della cerimonia di premiazione e inaugurazione della 13. Mostra Internazionale di Architettura.


Note biografiche
Álvaro Joaquim Melo Siza Vieira nasce a Matosinhos vicino la città di Porto in Portogallo, nel 1933.
Tra il 1949 e il 1955 studia presso la Facoltà di Architettura – Università di Porto, completando il suo primo progetto nel 1954. Dal 1955 al 1958 collabora con l’architetto Fernando Távora. Dal 1966 al 1969 insegna alla Scuola di Architettura di Porto (ESBAP), dove nel 1976 viene nominato Professore di “Costruzione”. È stato Visiting Professor a l’Ècole Polythéchnique di Losanna, alla University of Pennsylvania, alla Los Andes University di Bogotà e alla Graduate School of Design della Harvard University.
Álvaro Siza Vieira è autore di molti progetti: Boa Nova Tea House e Ristorante a Leça da Palmeira (Porto); 1200 abitazioni a Malagueira (Evora); Scuola di Istruzione Superiore di Setúbal; nuova Scuola di Architettura di Porto; Biblioteca della Aveiro University; Museum of Modern Art di Porto; Chiesa e centro parrocchiale di Marco de Canavezes; Padiglione del Portogallo per l’EXPO del 1998 e Padiglione del Portogallo di Hannover 2000 (con Souto de Moura); abitazioni e uffici del complesso “Terraços de Bragança” a Lisbona; dal 1988 ha coordinato la ricostruzione del quartiere di Chiado a Lisbona includendo i progetti di edifici quali Castro e Melo, Grandella, Chiado Stores e altri.
Dal 1985 ha coordinato il piano di recupero di Schilderswijk in Olanda terminato nel 1989; nel 1995 ha portato a termine il progetto per gli isolati 6-7-8 del Ceramique Terrein a Maastricht.
In Spagna ha realizzato i progetti per il Centro Meteorologico del Villaggio Olimpico di Barcellona, il Museo di Arte Contemporanea di Galizia e la Facoltà di Scienze a Santiago di Compostela; il Rettorato della Università di Alicante; l’edificio Zaida – uffici, zona commerciale e abitazioni a Granada; lo Sportive Complex Cornellà de L’lobregat a Barcellona.
Vanno inoltre menzionati la realizzazione del Centro Culturale e l’auditorium per la Ibere Camargo Foundation in Brasile; il Centro Comunale di Rosario in Argentina; gli alloggi nel Piano di Recupero e Trasformazione della Cidade Velha a Cap Vert; il Serpentine Pavillion (2005) con Eduardo Souto Moura; il Museo MADRE di Napoli; Anyang Pavilion in Corea del Sud (con Carlos Castanheira); Mimesis Museum in Corea Sud (con Carlos Castanheira).
Ha tenuto conferenze e lecture in Portogallo, Spagna, Italia, Germania, Francia, Norvegia, Olanda, Svizzera, Austria, Inghilterra, Colombia, Argentina, Brasile, Giappone, Canada, Stati Uniti, Romania, Grecia, Corea del Sud e Svezia.
Invitato a partecipare a concorsi internazionali, ha vinto il primo premio per il Schlesisches Tor, Kreuzberg, Berlino; per il recupero di Campo di Marte a Venezia (1985) e per il rinnovo del Casinò e del Café Winkler, Salisburgo (1986); Centro Culturale La Defensa, Madrid (con José Paulo Santos) (1988/89); J. Paul Getty Museum, Malibù, California (con Peter Testa) (1993); Pietà Rondanini Room, Castello Sforzesco, Milano (1999); Special Plan Recoletos-Prado, Madrid (con Juan Miguel Hernandez Leon e Carlos Riaño) (2002); Ospedale di Toledo (Sánchez-Horneros office) (2003); “Atrio de la Alhambra” in Spagna (con Juan Domingo Santos)(2010); “Parco delle Cave”, Lecce, Italia (con Carlos Castanheira) (2010).
Ha inoltre partecipato al concorso per l’Expo 1992 a Siviglia, Spagna (con Eduardo Souto de Moura e Adalberto Dias) (1986); "Un Progetto per Siena", Italia (con José Paulo Santos) (1988); Centro Culturale La Defensa di Madrid, Spagna (1988/89); la Bibliothèque of France di Parigi (1989/90), l’Helsinki Museum (con Souto de Moura) (1992-93); Flamenco City di Jerez de la Frontera, Spagna (con Juan Miguel Hernandez Leon) (2003).
Dal 1982 al 2010 ha vinto numerosi premi e gli sono state assegnate svariate Medaglie al Merito Culturale e riconoscimenti pubblici da più parti del mondo. Dottore "Honoris Causa" in diverse Università Europee e internazionali.
È membro della American Academy of Arts and Science; Membro Onorario del Royal Institute of British Architects; AIA/American Institute of Architects; Académie d'Architecture de France e European Academy of Sciences and Arts; Royal Swedish Academy of Fine Arts; IAA/International Academy of Architecture; American Academy of Arts and Letters.
 
 

Maria Serena Felici - mais uma tradução para a NUOVA FRONTIERA

Agradecemos a indicação e saudamos com entusiasmo este belo trabalho que a nossa aluna, amiga e colaboradora MARIA SERENA FELICI tem vindo a fazer, em colaboração com a casa editora "La Nuova Frontiera".
Muitos parabéns, Maria Serena! Anteve-se um futuro brilhante para ti!
 
I morti, Luiz Ruffato
traduzione di Maria Serena Felici
 
Una telefonata di Toninho avvertì Luis Augusto dell’emorragia del padre, ma Livia è incinta, una cosa un po’ complicata, il dottore ha raccomandato riposo assoluto, un problema che non t’immagini, si convinse che non era il caso di lasciarla lì e partire immediatamente, sai com’è, poi i sensi di colpa. Una settimana dopo, Delinha al telefono, ascolta Guto, è che Raul…, mi dispiace tanto, eccetera eccetera.
L’insonnia lo riscaldò nella notte gelida, pochi posti occupati sulla linea San Paolo-Ubá, i fari che combattevano una battaglia persa contro la nebbia fittissima, il silenzio assordante del motore, l’odore pungente di abiti stanchi. Ricordava l’ultima volta che si erano visti, passeggiavano lungo la via principale, e il padre dava libero sfogo ai suoi deliri, Stavo pensando di aprire un’attività, sai, c’è un amico mio, delle parti di Dona Eusébia, che produce biscotti, di quelli al burro, una bella idea, che ne dici, ma lui neanche ci faceva caso, ormai le conosceva a memoria quelle trovate che mai si traducevano in qualcosa di pratico, e servivano unicamente a dare un sapore alle giornate insipide del suo vecchio.
Si era ormai fatto giorno, e lui, distratto, scese, sul piazzale della stazione prese un taxi, arrivò a Rodeiro giusto in tempo per la veglia funebre in casa della zia Luzia, in una stanza affollata e dall’aria irrespirabile per via della paraffina e dei fiori agonizzanti. Abbracciò a lungo la madre, gli avanzi di un tempo andato vestiti a lutto, Toninho, lo zio Jeremias, la zia Sílvia, strinse la mano a parenti o presunti tali, salutò volti sopraggiunti dal passato e altri mai visti prima, e solo dopo i saluti si chinò su quel defunto che era stato suo padre, con le tempie che gli pulsavano, con il sonno, la stanchezza, lo sconforto. Osservò quel viso dalla barba appena fatta, deformato ma sereno, come se, allo scorgere la morte sul proprio cammino, lui, ormai stanco di tutto, fosse capitolato senza opporre resistenza; e non sopraggiunsero le lacrime. Rifiutò cortesemente la sedia che qualcuno gli cedeva e si trascinò in cucina; voci sussurrate riprendevano discorsi lasciati a metà. Bevve un sorso di caffè lungo in un bicchiere da coca-cola e masticò controvoglia un pezzo di dolce ancora tiepido. Poi infilò la porta che dava sul cortile, rettangolo di terra delimitato da stecche di bambù intrecciate con del filo spinato, dove un gruppetto discuteva sulla siccità.
All’improvviso si udirono i rintocchi della chiesa di São Sebastião, che annunciavano l’inizio del rito delle esequie, imponendo il silenzio ai parlanti. Decine di piedi lenti e composti abbandonarono le stanze, accompagnandosi con lamenti e gemiti soffocati. Spossato, Luís Augusto rimase lì, appoggiato al pozzo. Un odore remoto di fagioli soffritti nel lardo impregnò l’aria.
Poco alla volta, il silenzio calò su ciò che restava del mattino, il cinguettio degli uccelli, il vagito malinconico di un vitello, il rumore dell’acqua corrente del rubinetto, una donna triste, il suo ventre tondo gravido schiacciato contro il lavatoio, lava pazientemente i piatti mentre qualcuno spazza con energia il pavimento della stanza orfana del cadavere e delle candele, un vento freddo avvampa dalla porta, come a voler scacciare la caligine della morte. La voce del prete rimbombò nell’altoparlante, l’eterno riposo donagli, Signore, intonava il requiem. Risolutamente, fece il giro esterno della casa, passando lungo il perimetro di un’aiuola molto ben curata, rose, margherite, garofani, gelsomini, foglie, due piante di papaya, una di limoni, aprì il portoncino di legno morsicato dai tarli, e si mise a vagare nei paraggi della piazza principale.
Sarà stata volontà del padre quella di farsi seppellire a Rodeiro? Lui, che diceva sempre, in quel suo linguaggio un po’ oscuro da contadino povero e orgoglioso, che vivere non è che tirare a campare, Figlio mio, dalla campagna a Cataguases e da Cataguases a San Paolo, San Paolo, quella sì che è vita, ripeteva, con gli occhi che gli brillavano; lui, che evitava di evocare i tempi in cui si spezzava la schiena, per valli, cave, campi, lui che zappava tra campi di mais e puzza di bruciato, immerso nel fango delle risaie altrui, lui, proprio lui, adesso sarebbe rimasto per sempre abbandonato in quel cimitero decrepito, ammasso di tombe ammucchiate senza criterio in cima al precipizio.
In quel momento la salma comparve sul sagrato, sorretta da una parte da Toninho e dallo zio Nenego, dall’altra da Lalado e dallo zio Juca. Lui si inserì discretamente in una delle due file parallele – in testa la madre e la sorella, a braccetto, le occhiaie profonde – che si allungarono a formare un corteo taciturno, che avanzava lentamente sotto occhi curiosi che facevano capolino dalle finestre.
Suo padre… a che gli era servito farsi in quattro per il sostentamento della famiglia, se non si era ritrovato in tasca altro che maldicenze e neanche uno straccio di lavoro fisso? A che scopo aveva sognato i propri figli sistemati e accasati, se poi aveva ricevuto soltanto delusioni su delusioni? Le male lingue attribuivano la sua pressione alta ai dispiaceri provocati dai figli.
Júlia, non solo si era dovuta sposare in fretta e furia, ma si era anche separata, ed era tornata a casa portandosi appresso due figli e l’accusa infamante di aver tradito il marito, secondo l’opinione comune. E il padre, poteva ancora sentirlo, mentre scuoteva la testa, e diceva Il buon giorno si vede dal mattino… Lalado, motivo di pettegolezzi e mortificazioni costanti, una volta ce le aveva prese in una bettola, il corpo coperto di vomito e ferite sul quel pavimento immondo, e lui era stato svegliato all’alba, quasi un infarto, e era dovuto correre al commissariato, morendo di vergogna, per liberarlo da quell’umiliazione, nell’angolo di una cella carceraria, in compagnia di brutti ceffi, topi, scarafaggi. Lui, così orgoglioso della sua vita retta, senza macchie, povero, sì, ma a testa alta, si trascinava appresso ovunque andasse un carico troppo pesante di amarezze, chi si interessava a lui lo faceva solo per poi sparlarne alle spalle. Con Toninho poi, ligio ai suoi doveri di operaio, orari, gerarchie, il problema era diverso: non riuscivano proprio a capirsi, con gran dispiacere della madre. Se iniziavano a parlare del tempo, prima o poi il discorso andava a parare sulla politica; se l’oggetto della conversazione era la famiglia, o la pianta di jabuticaba, o qualsiasi altra cosa, loro trovavano il modo di andare a finire a parlare di politica, e lì le cose si mettevano male. Tra il padre e i Prata non correva buon sangue, per ragioni mai svelate, perciò il vecchio non sopportava il comportamento del figlio in quella fabbrica, lecchino con il capo, delatore dei colleghi, servo del potere pronto a tutto pur di passare dalla condizione di subalterno a quella di padrone, e così ogni dialogo degenerava in battibecchi, alterchi, discussioni, che non facevano altro che alimentare il rancore di Toninho verso il resto del mondo, giacché Delinha non c’era verso che rimanesse incinta, a causa di un difetto uterino, Dio mi perdoni per quello che dico, ma sembrava un castigo divino, le avevano provate tutte, consultando persino un medico di Juiz de Fora, di Belo Horizonte, inutilmente. Gli rimaneva il figlio più giovane, il quale, ingrato, se n’era andato a vivere a San Paolo, alla faccia di tutti, ogni tanto una lettera, qualche rara telefonata, notizie telegrafiche, d’altra parte, si diceva , ormai era diventato uno importante, aveva studiato, non si ricorda più di noi, Eh, sentenziava il padre, Non c’è niente di peggio dell’ingratitudine, sebbene, in fondo, un po’ si compiacesse di quell’unico figlio che era riuscito a spiccare il volo, lui, che era convinto che la vita consistesse nel tirare avanti, sempre e comunque. Mentre il becchino disponeva i mattoni che murano il loculo, Luís Augusto, osservando il corteo che si smembrava tra le tombe, si rese conto di quanto si sentiva distante e al tempo stesso legato a quella miseria, a quella abulia, a quel conformismo atavico, e la cerimonia non era ancora finita quando, per sottrarsi alle condoglianze, per evitare la falsa confidenza di parenti lontani e vicini, si congedò dalla madre, che gli sussurrò, inconsolabile, La nostra famiglia si sta sgretolando, Dio santo. S’infilò nella prima corriera per Ubá, e ritornò a San Paolo, in preda al panico, come se stesse fuggendo da una zona disastrata, da una regione appestata.

martedì 14 agosto 2012

A cigarra e a formiga

Um abraço aos nossos leitores, e uma música que fala da natureza, da fábula, da alegria, do amor, de todas as coisas boas que vos desejamos neste Verão...



Porque você pediu uma canção para cantar
Como a cigarra rebenta de tanta luz
E enche de som o ar

Porque a formiga é a melhor amiga da cigarra
Raízes da mesma fábula que ela arranha
Tece e espalha no ar

Porque ainda é inverno em nosso coração
Essa canção é para cantar
Como a cigarra acende o verão

E ilumina o ar

Si, si, si, si, si, si, si, si

martedì 7 agosto 2012

Ivana Bartolini traduz poema de Sophia

A nossa leitora e amiga IVANA BARTOLINI envia-nos esta sua tradução do peoma de Sophia, publicado aqui no dia 1 de Agosto.

Obrigado, Ivana, e parabéns!


I giorni dell’estate immensi come un regno
Scintillanti di sabbia e di bassa marea
Le stanze si purificano al fresco della sua penombra
Il nostro corpo è fratello del giglio e della conchiglia
E’ tempo di riposo e di festa
L’istante è pieno come un frutto
il nostro corpo è fratello dell’universo
Il destino ritorna vicino e leggibile
mentre sul terrazzo guardiamo il grande enigma familiare degli astri
Che nella sua immobile mobilità ci guida
Come se in tutto questo affiorasse l’eternità
Perfetta è la forma del nostro corpo

lunedì 6 agosto 2012

Isabella Mangani - Diário de Lisboa (4/4)

A nossa aluna, amiga e colaboradora Isabella Mangani esteve em Lisboa. Da capital à beira Tejo enviou aos leitores de Via dei Portoghesi, uma última imagem da sua viagem...
Boa leitura e muito obrigado, Isa!


Isabella ci chiede di far sapere ai lettori di Via dei Portoghesi che è tornata, ma che spera non passi troppo tempo prima di ritornare in Portogallo!

Boas férias!

Portugal e o Piemonte: a Casa Real Portuguesa e os Sabóias

Portugal e o Piemonte: a Casa Real Portuguesa e os Sabóias. Nove Séculos de Relações Dinásticas e Destinos Políticos (XII-XX), coordenação de Maria Antónia Lopes e de Blythe Alice Raviola, Coimbra, Imprensa da Universidade de Coimbra, 2012.


Este livro fala-nos de um relacionamento de longuíssima duração: o que se estabeleceu entre Portugal - uma das principais monarquias nacionais do início da idade moderna - e o ducado de Sabóia, pequeno estado transalpino em busca de aprovação internacional. A abordagem é feita através de um olhar simultaneamente minucioso, porque dirigido a casos específicos, e abrangente, estendendo-se do século XII ao século XX. Graças às contribuições de autores de diversas proveniências e de âmbitos disciplinares distintos, emerge um quadro institucional e dinástico policromo, condicionado pelas vicissitudes da política europeia.
São na maioria mulheres, princesas portuguesas ou piemontesas, a servir de peões diplomáticos e familiares na trama das relações seculares entre Portugal e Piemonte: Mafalda de Moriana e Sabóia, primeira rainha de Portugal; Beatriz de Avis, filha de D. Manuel I, que se tornou duquesa de Sabóia; Margarida de Sabóia, a duquesa de Mântua que governou Portugal em nome de Filipe III; Maria Isabel Francisca de Sabóia Nemours, rainha de dois reis no trono português restaurado; e, finalmente, Maria Pia de Sabóia, penúltima rainha de Portugal, exilada com a proclamação da República. Mas são também retratos de duas dinastias, como no caso do projectado casamento entre a infanta Isabel Luísa de Bragança e o futuro Vítor Amadeu II de Sabóia, a consolidar uma aliança distante no espaço, mas fecunda no tempo. Não por acaso, Portugal foi o destino de exílio para dois soberanos de Sabóia, Carlos Alberto, rei da Sardenha, e Humberto II, rei de Itália, o qual, após a proclamação da República italiana em 1946, viveu por longo tempo em Cascais.


Título: Portugal e o Piemonte: a casa real portuguesa e os Sabóias. Nove séculos de relações dinásticas e destinos políticos (XII-XX)
Coordenadores: Maria Antónia Lopes e Blythe Alice Raviola
Língua: Português
ISBN: 978-989-26-0153-3
Editora: Imprensa da Universidade de Coimbra
Edição: 1.ª
Data: Junho 2012
Preço: 16 euros
Dimensões: 230 mm x 160 mm
N.º Páginas: 343

http://www.wook.pt/ficha/portugal-e-o-piemonte-a-casa-real-portuguesa-e-os-saboias/a/id/13642847

Agradecemos a informação à nossa estimada amiga Professora Doutora D. Isabel Drumond Braga.

giovedì 2 agosto 2012

Nadir Afonso em Roma: recensão Cristiano Cirillo

Aqui publicamos a recensão feita por Cristiano Cirillo em Italiani nel Mondo sobre a inauguração da exposição de Nadir Afonso em Roma, no mês passado.
Parabéns, Cristiano!
http://www.italianitalianinelmondo.com/2010/eventi.php?id=751&s=3

Mestre Nadir Afonso com a mulher, Laura, conversando com os Embaixadores de Portugal em Itália
e a directora do Museu Carlo Bilotti.

Arte Portoghese a Roma:
Nadir Afonso.
Recensione di Cristiano Cirillo

Il Portogallo grazie alle sue bellezze naturali, ha da sempre affascinato numerosi letterati, studiosi e artisti. I monumenti architettonici di stile manuelino, le sculture, i tipici azulejos hanno rafforzata la fama di questo paese, e così anche l’arte moderna e contemporanea, ha rotto gli argini, per espandersi al di là della frontiera. Nel tributo all’arte contemporanea da parte del Portogallo si distingue in maniera significativa l’opera di Nadir Afonso. Fino al 30 Settembre 2012, si possono ammirare, presso l’Aranciera museo Carlo Bilotti di Villa Borghese a Roma, le opere di questo artista – architetto, pittore e collezionista d’arte – che ha saputo, con grande maestria, amalgamare pittura e linearità, dando vita ad opere che vanno al di là del limite spazio-temporale.

Il percorso espositivo si suddivide in tre sezioni, nella prima vi sono le opere comprendenti quadri, tele, realizzate nel periodo di maggior estro-artistico: gli anni cinquanta e sessanta. In quegli anni, prevale l’inclinazione verso l’architettura, la fase geometrica e la composizione prospettica. L’artista, utilizzando forti contrasti cromatici, abbandona gli schemi precostituiti e si lascia travolgere da un gusto personale affine all’espressionismo, realizzando, in questo modo, opere che raffigurano città che sembrano fluttuare attraverso linee e forme geometriche.

La seconda sezione è dedicata ai lavori contemporanei dell’artista. Anche qui, la maggior parte delle opere, unite da un unico filo conduttore “le città del mondo” abbandonano la prospettiva reale per adattarsi all’uso di linee, rette, diagonali e cromatismi diversi. L’ultima sezione, invece, presenta la collezione d’arte privata di Nadir Afonso. Qui, opere di amici-artisti di grande spessore, Giorgio de Chirico, Max Jacob, Pablo Picasso e tanti altri, mostrano come il clima barocco delle città abbia fortemente influenzato ed intensificato il pensiero artistico dell’artista portoghese.

La mostra di Nadir Afonso, oltre a presentare un bell’esempio di arte pittorica portoghese in Italia, ha dato la possibilità al numeroso pubblico presente alla sua inaugurazione di assistere ad una rappresentazione musicale tipica del Portogallo: il fado.

La mostra è aperta al pubblico dal Martedì alla Domenica dalle 9 alle 19.