lunedì 30 novembre 2015

La chitarra portoghese di Pedro Caldeira Cabral al Conservatorio di Santa Cecilia

https://www.roma.embaixadaportugal.mne.pt/it/l-ambasciata/notizie/773-la-chitarra-portoghese-di-pedro-caldeira-cabral-al-conservatorio-di-santa-cecilia



 L’Ambasciata del Portogallo
ha l’onore di invitare  la S.V. al Concerto di Chitarra portoghese di Pedro Caldeira Cabral
che avrà luogo Sabato 5 Dicembre 2015 ore 18.00 nella sala Accademica del CONSERVATORIO SANTA CECILIA 
Via dei Greci n. 18 Roma
Ingresso libero fino a esaurimento posti 
Il 5 dicembre alle ore 18.00, nella Sala Accademica del Conservatorio di Santa Cecilia sarà presentato un concerto del chitarrista portoghese Pedro Cabral Caldeira accompagnato da Duncan Fox al contrabbasso.
Un viaggio attraverso le sonorità dell’universo chitarristico portoghese, della Penisola Iberica e della tradizione classica, costituito da un vasto repertorio della chitarra portoghese. Cabral presenterà sue composizioni originali, rivisitando alcuni dei più grandi nomi della chitarra portoghese e con interpretazioni uniche di grandi temi classici noti al grande pubblico.

L’esibizione sarà seguita dal concerto giovane chitarrista Gian Marco Ciampa accompagnato da un quartetto d'archi del Conservatorio di Santa Cecilia.

La Triennale di Milano parte dal Portogallo

 


"La Triennale di Milano parte da Lisbona. Dal 2 aprile al 12 settembre 2016,dopo vent’anni dall’ultima edizione, riprende vita la celebre esposizione internazionale il cui tema sarà ‘21st Century, Design After Design"

http://www.esteri.it/mae/it/sala_stampa/archivionotizie/approfondimenti/lisbona-la-triennale-di-milano.html
http://www.iiclisbona.esteri.it/IIC_Lisbona/webform/SchedaEvento.aspx?id=963
http://www.mude.pt/

giovedì 26 novembre 2015

Cante alentejano reúne lusófilos em Roma

Ontem à noite, no Goethe Institut de Roma, durante a projeção do documentário sobre o Cante Alentejano de Sérgio Tréfaut, reuniram-se alguns estudantes de Português do IPSAR e da Università degli Studi di Roma Tre. Aqui ficam três imagens como recordação.

 
 A Dr.ª Isabella Padellaro, do setor cultural da Embaixada de Portugal em Roma,
ao lado da directora do Goethe Institut de Roma.
 
 
 Estudantes e professores
 

mercoledì 25 novembre 2015

Portogallo al TORINO FILM FESTIVAL 2015

 
5 film portoghesi presentati durante la 33ª edizione del TFF, fino al 28 novembre
 


John From
Regia di João Nicolau. Con Luísa Cruz, António Fonseca, Adriano Luz, Julia Palha, Leonor Silveira. continua»
Genere Commedia, Ratings: Kids+13, produzione Portogallo, 2015. Durata 100 minuti circa.

Annoiata dall'estate in citta`, l'esuberante quindicenne Rita decide d'invaghirsi del nuovo vicino, un fotografo che sta allestendo una mostra di suo scatti in Melanesia. Quel che comincia come un gioco si trasforma in una cotta pazzesca che fa perdere a Rita i confini tra realta` e fantasia. Opera seconda di Joa~o Nicolau, montatore di Miguel Gomes (e si vede), una commedia spettinata e surreale progressivamente ipnotica e d'irresistibile simpatia.


 
 

As Mil e Uma Noites

Regia di Miguel Gomes. Con Joana de Verona, Rogério Samora, Gonçalo Waddington, Diogo Dória, Carloto Cotta.
Genere Drammatico, produzione Portogallo, 2015. Durata 381 minuti circa.

Una versione di "Le mille e una notte" in cui le storie di Scheherazade si basano su eventi che non hanno ancora avuto luogo e che accadranno in Portogallo nel corso dei successivi dodici mesi. Il film è diviso in 3 volumi (Inquieto, Desolado e Encantado) e ha una durata complessiva che supera abbondantemente le sei ore.
 
 
 
Aqui, Em Lisboa
 
Regia di Gabriel Abrantes, Denis Côté, Marie Losier, Dominga Sotomayor Castillo. Con Gabriel Abrantes, Filipa Anika, Sónia Balacó, Antoine Barraud, Joana Barrios. continua»
Genere Drammatico, produzione Portogallo, 2015. Durata 88 minuti circa.
Quattro Lisbon stories per i dieci anni del festival IndieLisboa: un'attrice cilena lost in translation nella saudade di un pescatore di Almada (Sotomayor); una jam session tra lingue e jazz sui percorsi di due guide turistiche (Co^te'); il grande regista tedesco "Herner Werzog" racconta nel suo show TV il test di una macchina per osservare i sogni (Abrantes); le visioni oniriche da sar-toria di Fernando Santos, ovvero Deborah Kristal, celebre drag queen delle notti di Lisbona (Losier).
 
 
Fish Tail
Regia di Joaquim Pinto, Nuno Leonel. Genere Documentario, produzione Portogallo, 2015. Durata 55 minuti circa.
Il film è il montaggio di tutto il materiale girato tra il 1999 e il 2001 nelle Azzorre. Il documentario si concentra sulla vita dei pescatori locali e sul lavoro che ancora fanno con grande dedizione e fatica, malgrado i cambiamenti sociali e politici.
 
Gipsofila
Regia di Margarida Leitão. Con Lourdes Albuquerque, Margarida Leitão Genere Documentario, produzione Portogallo, 2015. Durata 61 minuti circa.
Una donna decide di filmare la nonna nel suo tranquillo e ordinato appartamento. A poco a poco la macchina da presa trasforma la relazione tra le due donne e lo spazio documentario diventa cinema puro e il confronto tra generazioni diventa commedia sentimentale e romanzo di formazione.
 
 

DA BOLOGNA ALL'EUROPA: ARTISTI BOLOGNESI IN PORTOGALLO (XVI-XIX SECOLO)

https://www.roma.embaixadaportugal.mne.pt/it/l-ambasciata/notizie/767-da-bologna-all-europa-artisti-bolognesi-in-portogallo-xvi-xix-secolo


Convegno internazionale
promosso da
UNIVERSITÀ DI BOLOGNA
Dipartimento di Architettura
Dipartimento di Arti Visive, Performative, Mediali
CENTRO STUDI SUL RINASCIMENTO – FONDAZIONE CARISBO
ÉCOLE PRATIQUE DES HAUTES ÉTUDES, PARIS
 
L’iniziativa s’iscrive nel progetto Bologna Crocevia e capitale della migrazione artistica : forestieri a Bologna e bolognesi nel mondo, incentrato sull’attività di artisti bolognesi in Europa dal Rinascimento fino all’Ottocento.
Si concentra in particolare sui rapporti tra gli artisti Bolognesi e il Portogallo, che si sono rivelati tra gli altri particolarmente ricchi e fecondi, presentando nuove ricerche e materiali inediti sul ruolo da protagonisti dei Bolognesi nelle evoluzioni artistiche e architettoniche portoghesi dal Rinascimento all’Ottocento.

Convegno “Pessoa sem Pessoa”

 
 
 
Il 30 novembre si svolgerà un convegno internazionale dedicato a Fernando Pessoa promosso dall’Università Ca' Foscari di Venezia.
In occasione dell’80° anniversario della scomparsa dell'autore gli sarà dedicata una retrospettiva, che avrà come tema centrale il confine invisibile che esiste tra l'assenza e l'essenza, partendo del lavoro di Bernardo Soares e del famoso brano tratto dal Libro dell’Inquetudine “Esisto senza saperlo e morirò senza volerlo”.
Al convegno parteciperanno numerosi docenti universitari che condivideranno la propria visione e le conoscenze su Pessoa, partendo da punti di vista che partono dall’analisi degli eteronimi più noti e arrivano a stabilire paragoni con i grandi nomi della letteratura o dei movimenti letterari. Il Congresso culminarà in un momento di riflessione e condivisione sull'autore e sulla sua opera, che aiterà a comprendere la sua influenza letteraria su scala globale.
 
Ca’ Foscari – Aula Baratto
9h30 – 17h00
 
Como apoio da Embaixada de Portugal em Itália e do Camões, IP., através do Protocolo de Cooperação com a Universidade Ca' Foscari de Veneza, irá decorrer naquela universidade de Veneza, no dia 30 de novembro de 2015, um seminário internacional dedicado aos Estudos Portugueses intitulado “Pessoa senza Pessoa”. Numa célebre passagem do Livro do desassossego dedicada à visão e à descrição das nuvens, lê-se: “Existo sem que o saiba e morrerei sem que o queira”. A partir desta visão (ou semi-visão) de Bernardo Soares, abre-se espaço para uma reflexão sobre a obra e a poética pessoana, no octogésimo aniversário da morte do autor, utilizando, em especial, a categoria e a condição, típica do século XX, da subtração, da essencialização, daquela fronteira invisível entre a ausência e a essência, e que como um prisma dialógico e dialético questione – ou tente questionar – a definição de um possível e paradoxal “cânone pessoano”, tanto mais criativo, regenerativo, quanto mais magneticamente indefinível. Este será o desafio do colóquio, tentando integrar e superar a visão puramente filológica que se impôs na crítica pessoana nas duas últimas décadas, recolocar no centro da análise do texto pessoano a “ideia existencial de literatura” e, através da redefinição da abordagem crítica clássica da heteronímia, da função heteronímia, ler Pessoa sem os mitos póstumos dos “pessoanismos”.
 

martedì 24 novembre 2015

Edizioni dell'Urogallo: Ângelo de Lima, POESIE

Ângelo de Lima
Poesie


ISBN: 978-88-97365-33-4
164 pp., 13,00 €
Curatela e traduzione di Barbara Gori
Testo originale portoghese a fronte
Collana: Urogallo.Orpheu 4

L’autore
Ângelo de Lima nacque a Oporto nel 1872 e fu poeta e disegnatore. Frequentò il Collegio Militare e l’Accademia di Belle Arti. In seguito a un viaggio in Mozambico venne ritenuto malato di mente e ricoverato in un centro di igiene mentale, dove rimase fino al 1898. Tra il 1894 e il 1896 pubblicò alcuni disegni sulle riviste Geração Nova e Revista Azul. Nel 1901 fu nuovamente internato presso l’ospedale psichiatrico di Rilhafoles e vi restò fino alla morte, avvenuta nel 1921. Nel 1915 fu invitato a pubblicare alcune poesie sul nº 2 della rivista Orpheu. Per molti aspetti è una voce unica all’interno del panorama modernista portoghese.

Il libro
La poesia di Ângelo de Lima è caratterizzata dal tono allucinato e vago, dal linguaggio apparentemente sconnesso e dal lessico anomalo. Anche per questo, la sua misteriosa e sottile opera poetica si può accostare, più che al simbolismo di Camilo Pessanha ed Eugénio de Castro, al cosiddetto “intersezionismo” ideato da Fernando Pessoa. La presunta follia di Ângelo de Lima si inserisce nei presupposti della generazione modernista portoghese, che fece della pazzia una delle sue tematiche centrali.

Come ordinare
Puoi rispondere a questa mail indicando:
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Edizioni dell'Urogallo
Via Arunte, 4
I-53043 Chiusi Città (SI)
+39 075 5733072
+39 392 7129345
www.urogallo.eu

lunedì 23 novembre 2015

Radiana Nigro: "Un piccolo messaggio d' amore per Parigi"

Grande amica del Portogallo, dove ha vissuto per qualche anno ed ha lavorato come lettrice di Portoghese presso l'Universidade Nova de Lisboa, RADIANA NIGRO ha scritto in una deliziosa lettera informale un vero e proprio omaggio alla città di Parigi, con il quale via dei Portoghesi vuole aggiungersi al coro delle voci solidali con la capitale francese.
 
Quello che Radiana considera "un piccolo messaggio d' amore per una  città ferita che amo molto e che volevo abbracciare" è un manifesto, nel delizioso tono informale di un messaggio agli amici, in occasione dei suoi 70 anni, che ha festeggiato sabato "nel ristorante delle mie ex alunne cinesi: un altrettanto piccolo tentativo di  resistenza all' oscurità  in cui vorrebbero immergerci".
 
Grazie di cuore, Radiana!


Parigi  apparentemente è tranquilla ma la sera molte strade sono insolitamente quasi deserte e la linea 13 del metro (quella che passa da St Denis) è quasi vuota. Il Résidence non è lontano dalla zona degli  attentati - che poi è  anche vicina al mio Marais.

Ieri ho fatto un pellegrinaggio: Bataclan,  Place de la République ... tutto pieno di gente, di fiori, di candele,  di foto, di messaggi ... Poi, tornando sempre a piedi dal ristorante delle mie alunne per gli ultimi accordi per la cena di sabato, ho visto una manifestazione di arabi a sostegno dei francesi. Bene!

I miei ospiti, sia italiani che  francesi, vengono tutti. Oltre ai parigini ci sarà  un' amica da Napoli, una da Padova, un amico da Roma, un altro da Bruxelles ... , tutti immagino con la mia stessa voglia di stare vicini.

 Sono contenta di non avere modificato il mio progetto: in fondo è il modo migliore di passare il mio compleanno, no?

Un abbraccio forte.
Radiana
Parigi, 20 novembre 2015

Centenario di Alfredo d'Andrade a Torino e Pavone Canavese

https://www.roma.embaixadaportugal.mne.pt/it/l-ambasciata/notizie/757-celebrazioni-per-l-architetto-alfredo-d-andrade-a-torino-e-pavone-canavese-nel-centenario-della-sua-morte


Nella ricorrenza delle celebrazioni commemorative per il Centenario della scomparsa del grande architetto portoghese Alfredo d'Andrade, l'I.C.S. International Communication Society in collaborazione con Il Comitato Europeo Alfredo d'Andrade, nell'ambito del programma europeo Il Filo di Arianna organizza l’evento "Il Piemonte dopo l'Expo - Ripartire dall'identità europea dell'architetto Alfredo d'Andrade per la valorizzazione del territorio".
Gli eventi in programma si articoleranno in due giornate:
Convegno, “Gli artisti interpreti e imprenditori del bello”, Torino, 20 Novembre Università degli Studi, Aula Magna, e la Giornata Culturale Celebrativa, il 21 novembre 2015, nel Castello di Pavone Canavese.
 
 
 
Alfredo César Reis Freire de Andrade, conosciuto anche semplicemente come Alfredo d'Andrade (Lisbona, 26 agosto1839 – Genova, 30 novembre 1915), architetto, archeologo e pittore portoghese naturalizzato italiano, è stato uno tra i maggiori esponenti della cultura artistica e del restauro in Italia tra XIX e XX secolo, Sovrintendente alle Belle Arti di Liguria e Piemonte, membro delle commissioni più prestigiose per il restauro e la tutela monumentale, ha diretto tutti i restauri di chiese e castelli effettuati sino al 1915 in queste regioni, tra cui quello della Sacra di San Michele, oggi monumento simbolo del Piemonte.
Particolarmente attento allo studio in particolare degli edifici di Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta, dimostra particolare interesse per quelli del periodo medievale. La realizzazione del Borgo Medievale di Torino, al Parco del Valentino costituisce una delle sue opere di maggiore rilievo.
In Portogallo ha lasciato un'importante eredità, per i progetti, le opere e i contributi per la tutela del patrimonio artistico e monumentale.

venerdì 20 novembre 2015

“Alentejo, Alentejo" di Sérgio Tréfaut, 25 novembre - ore 18:30 - Auditorium del Goethe-Institut Roma

 
http://www.graficosalapa.pt/lapacontents/portfolio/2014/alentejo/01.jpg

 

Mostra del nuovo cinema europeo

23 – 29 novembre 2015 - Auditorium del Goethe-Institut – Via Savoia 15, Roma
 
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
 
Nell’ambito della rete EUNIC, avrà luogo la 1ª edizione della Mostra del Nuovo Cinema Europeo, una collaborazione tra Istituti di Cultura, Accademie e Ambasciate dell‘Unione Europea a Roma, con il supporto della Fuis (Federazione Italiana Unitaria Scrittori),  della Commissione Europea e il coordinamento dell'Istituto di Cultura della Polonia, attualmente assegnato a presiedere l'EUNIC di Roma.
Il Festival, ospitato negli spazi del Goethe-Institut Auditorium, prestigiosa sede dell'Istituto di Cultura tedesca, rappresenta una straordinaria opportunità per la diffusione del cinema europeo contemporaneo, con la partecipazione di 15 paesi: Francia, Svezia, Regno Unito, Spagna, Portogallo, Ungheria, Germania, Slovacchia, Slovenia, Austria, Lituania, Romania, Bulgaria, Polonia e Italia.    
 
 
Auditorium del Goethe-Institut – Via Savoia 15, Roma 
 
Il Portogallo presenta il film “Alentejo, Alentejo" di Sérgio Tréfaut, che sarà proiettato il 25 novembre alle ore 18:30 
Portogallo, Documentario, Durata: 98 min
Con il sostegno di Camões, Instituto da Cooperação e da Língua Il Film
Alentejo, sud del Portogallo. Decine di gruppi di cantanti amatoriali si riuniscono regolarmente per provare insieme antichi canti polifonici e improvvisare nuove cantate. Nato nelle taverne e nei campi, il “cante Alentejano”, nella lista del Patrimonio Immateriale dell'UNESCO, è un canto corale che accompagnava i lavoratori nelle varie fasi della giornata, tramandandosi per generazioni. Negli ultimi decenni, nella periferia di Lisbona e nei Paesi di emigrazione portoghese sono apparsi gruppi musicali costituiti spesso da adolescenti e bambini che propongono il “cante” alla ricerca delle loro radici.
 
 
 
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Ambasciata del Portogallo a Roma

Tolentino Mendonça invitato del programa "Il diario di Papa Francesco" di ieri





TV2000

La puntata de "Il Diario di Papa Francesco" del 19 novembre 2015 condotta da Gennaro Ferrara con Marco Burini. Ospite in studio: José Tolentino Mendonça, sacerdote, studioso, poeta, Vice Rettore dell’Università Cattolica di Lisbona e Consultore del Pontificio Consiglio della Cultura.

Tolentino Mendonça premiato ieri a Palazzo Altieri

Grande gioia per la comunità portoghese di Roma e per la cultura portoghese in generale: i meriti letterari di JOSÉ TOLENTINO MENDONÇA riconosciuti ancora una volta in Italia. Ieri sera l'Associazione RES MAGNAE ha attribuito a Tolentino un premio per il suo La Mistica dell'Istante (ed. Vita e Pensiero) pubblicato di recente in Italia.

 
La presentazione di Tolentino Mendonça

 
Sala del Trono di Palazzo Altieri

 
Parole del Dott. Marco Italiano, Presidente dell'Associazione RES MAGNAE

 
Discorso di S.E. l'Ambasciatore del Portogallo, Dott. Manuel Lobo Antunes

 
Discorso della Dott.ssª Maria Manuel Durão, Ambasciata del Portogallo presso la Santa Sede

 
La premiazione


 
Tolentino insieme agli altri due premiati della serata


mercoledì 18 novembre 2015

José Tolentino Mendonça a Roma - domani riceverà premio RES MAGNAE


 
JOSÉ TOLENTINO MENDONÇA

PREMIO LETTERARIO
RES MAGNAE
Libri di qualità nello spirito del tempo

edizione 2015

giovedì 19 novembre ore 18.30
Sala del Trono - Palazzo Altieri (II piano sede Banco Popolare)
Piazza del Gesù, 49 ROMA

per registrarsi scrivere a: cerimoniale@resmagnae.org (attendere conferma accreditamento)


Nel corso dell'evento saranno premiati gli autori Padre Jose Tolentino Mendonça (Paulinas Editora - Portogallo, Vita e Pensiero - Italia), Giampaolo Trevisi (EMI - Editrice Missionaria Italiana) e Daniele Biella (Paoline) per il loro speciale contributo sulla Cultura dell'Incontro, Cultura del Fare e Cultura del Sud nella linea d’azione e vocazione spirituale dell’Associazione RES MAGNAE.


http://ytali.com/2015/10/27/tolentino-mendonca-litalia-riconosce-di-nuovo-il-poeta-lusitano-e-pasoliniano/

http://viadeiportoghesi.blogspot.it/2015/10/tolentino-mendonca-premio-letterario.html

martedì 17 novembre 2015

Il blog VIA DEI PORTOGHESI compie oggi 8 anni!!

 
Eccola qui, la nostra via, vista da sopra... Perché bisogna costantemente cambiare prospettive!
 
OTTO ANNI sono tanti - e non sarebbero stati possibili senza i nostri lettori e collaboratori occasionali. A tutti ringraziamo di tutti il cuore e ci auguriamo che quest'altra "via" continui a riunire, non solo a Roma, ma nello sconfinato spazio della rete, molti lusofili di lingua italiana e molti portoghesi amici dell'Italia.
 
Continuate a leggerci e a proporci i vostri articoli a viadeiportoghesi@yahoo.it
 
Un caro abbraccio a tutti,
 
Francisco de Almeida Dias

http://viadeiportoghesi.blogspot.it/2014/11/sette-anni-di-via-dei-portoghesi.html

lunedì 16 novembre 2015

"Alentejo, Alentejo" alla 1ª Edizione del Festival del Nuovo Cinema Europeo, 25 novembre

https://www.roma.embaixadaportugal.mne.pt/it/noticias/749-alentejo-alentejo-di-sergio-trefaut-alentejo-alentejo-di-sergio-trefaut-partecipa-alla-1-edizione-del-festival-del-nuovo-cinema-europeo-25-novembre



Il Portogallo partecipa alla 1ª Edizione del Festival del Nuovo Cinema Europeo, dal 23 al 29 novembre 2015, nell’ambito della rete EUNIC, partnership tra istituti culturali, accademie e ambasciate dell'Unione Europea a Roma, con il supporto della Fuis (Federazione Italiana Unitaria Scrittori),  della Commissione Europea, e il coordinamento dell'Istituto di Cultura della Polonia, attualmente assegnato a presiedere l'EUNIC di Roma.
25 novembre 2015 Ore 18:30  ALENTEJO, ALENTEJO (2014), Sérgio Tréfaut, Documentario, Durata: 98 min
Alentejo, sud del Portogallo. Decine di gruppi di cantanti amatoriali si riuniscono regolarmente per provare insieme antichi canti polifonici e improvvisare nuove cantate. Nato nelle taverne e nei campi, il “cante Alentejano”, nella lista del Patrimonio Immateriale dell'UNESCO, è un canto corale che accompagnava i lavoratori nelle varie fasi della giornata, tramandandosi per generazioni. Negli ultimi decenni, nella periferia di Lisbona e nei Paesi di emigrazione portoghese sono apparsi gruppi musicali costituiti spesso da adolescenti e bambini che propongono il “cante” alla ricerca delle loro radici.
Il Festival, ospitato negli spazi del Goethe-Institut Auditorium, la prestigiosa sede dell'Istituto di Cultura tedesca, rappresenta una straordinaria opportunità per la diffusione del cinema europeo contemporaneo, con la partecipazione di 15 paesi: Francia, Svezia, Regno Unito, Spagna, Portogallo, Ungheria, Germania, Slovacchia, Slovenia, Austria, Lituania, Romania, Bulgaria, Polonia e Italia.    

Volti del Portogallo in Italia: Monsignor Agostinho Borges

Sul sito dell'Ambasciata del Portogallo presso lo Stato italiano:
https://www.roma.embaixadaportugal.mne.pt/it/noticias/751-volti-del-portogallo-in-italia-monsignor-agostinho-borges


Intervista de Marta Romão a Monsignor Agostinho da Costa Borges, Rettore dell'IPSAR

1. L’IPSAR (Istituto Portoghese di Sant’Antonio a Roma) ha avuto nel corso degli anni una missione spirituale, sociale e culturale per la comunità italiana e portoghese a Roma. Dal suo punto di vista, il lavoro svolto dall’IPSAR si rivolge ad entrambi nello stesso modo? Qual è l’importanza verso ciascuno di questi destinatari?
- Come ha appena affermato l’Istituto ha svolto una missione nei confronti di vari destinatari. La sua genesi, offrire accoglienza ai pellegrini portoghesi, ha richiamato l’attenzione dei suoi fondatori e la generosità di molti benefattori nel corso della storia. Conservando, in armonia con la funzione originaria, l’ospitalità offerta ai pellegrini. Alcuni arrivano organizzati in gruppo, altri per proprio conto. Una speciale attenzione è stata dedicata a ricercatori e artisti, e agli studenti Erasmus.
La Chiesa di Sant’Antonio dei Portoghesi è aperta tutti i giorni ed accoglie tutte le persone che desiderano raccogliersi, pregare, o apprezzarne l’arte. La Messa domenicale è celebrata in lingua portoghese , ed è seguita da turisti e persone che rimangono per ascoltare il concerto.
Nel corso dell’anno sono celebrati diversi battesimi e matrimoni nelle varie lingue., indipendentemente  dalla provenienza, e ricorrono anche alcuni momenti di festa e convivio dopo la Messa solenne: la Celebrazione dei Re, durante al quale si condivide il bolo rei, (il dolce portoghese delle feste natalizie); l’incontro delle Cooperatrici della Famiglia, nel mese di Marzo, seguito da un’occasione conviviale; la festa del Santo Patrono (S. Antonio di Lisbona), il 13 giugno che viene celebrato la domenica più vicina per consentire un’ampia partecipazione; il magusto (festa portoghese autunnale, riconducibile alla “castagnata”, accompagnata dal caldo verde, gustosa zuppa portoghese, e da un buon bicchiere di Porto) nel mese di novembre, e la grande celebrazione dell’Immacolata Concezione, Patrona del Portogallo. Tutte queste situazioni sono sempre accompagnate da un momento conviviale. Altri momenti speciali, com’è successo il mese scorso nell’occasione della visita “ad limina” dei Vescovi portoghesi, costituiscono un’importante occasione festiva e di riunione.

2. Ci racconti la storia della Chiesa di Sant’Antonio, a Via dei Portoghesi.
La Chiesa e la rispettiva casa di accoglienza (ospedale) per i pellegrini deve la sua fondazione a D. António Martins de Chaves, Vescovo di Porto (1424). Nel 1440 acquista un terreno in zona Campo Marzio, vicino al Tevere e al porto di Ripetta, confinante con il Convento degli Agostiniani, decise di erigervi una cappella.
Fece poi testamento a favore della costruzione in questo terreno di un ospedale e di una Chiesa, già in fase di costruzione all’epoca della Bolla Superne Dispositionis, (1467), testamento di ratifica da parte Paolo II.
Nel 1624 la comunità portoghese di Roma decide di avviare i lavori per la costruzione della nuova chiesa e affida il progetto all'architetto Martino Longhi il Giovane. I lavori saranno portati avanti da altri architetti e la Chiesa sarà impreziosita nel corso della storia.
Negli ultimi anni abbiamo intrapreso un accurato restauro della Chiesa, che ci permette di ammirare la sua bellezza.
             
3. Dal 1995, anno della sua nomina a Rettore dell'Istituto Portoghese di Sant’ Antonio, ha puntato su importanti reinvestimenti del  sul patrimonio dell'Istituto, raggiungendo grandissimi risultati. L'apertura della galleria nel 2002, ne è la prova. In che modo questa inaugurazione ha contribuito a rinforzare il legame tra l’IPSAR e il pubblico?
- Non solo la Galleria ma anche la Salone Nobile, gli spazi destinati all’accoglienza dei ricercatori, e, recentemente, il nuovo spazio della Biblioteca e dell'Archivio Storico. Nella Biblioteca abbiamo già catalogato e aperto al pubblico il fondo Luciana Stegagno Picchio, legato all’IPSAR.
La Galleria è un progetto che ho sostenuto fin dal mio arrivo a Roma: avere una vetrina sulla Via dei Portoghesi dove si potessero invitare i romani. Abbiamo realizzato importanti iniziative con artisti portoghesi, italiani e di altre nazionalità. Sabato scorso (7 novembre 2015) è stata inaugurata una nuova mostra, e la Galleria ha potuto contare con circa un migliaio di persone. È motivo di grande gioia e la conferma del fatto che siamo entrati nel circuito della vita artistica della città.

4. A Parigi che ha avuto inizio il suo percorso di assistenza alla comunità portoghese all'estero. Potrebbe condividere con noi un caso particolarmente gratificante in termini di sostegno sociale o di orientamento personale?
- Di Parigi, al tempo dei miei studi, condivisi con la comunità portoghese, potrei raccontare molte belle storie. Ricordo che un giorno a Barcellona, ​​alla fine di un matrimonio tra un figlio della diaspora portoghese a Parigi e una ragazza spagnola, un altro giovane mi abbracciò commosso per questa unione. Infatti questa emozione era comprensibile, e voleva condividerla con i suoi amici. Vorrei sottolineare che il merito non era solo il mio. Abbiamo instaurato una rete di contatti che funzionava  perfettamente  e che ha illustrato la grande generosità della comunità portoghese. In primo luogo la Associação Portuguesa de Entre-Ajuda e Cultura che ha offerto il suo supporto a molti giovani e divulgato la nostra cultura. La comunità cattolica era sempre attenta alle persone che arrivavano, a chi aveva bisogno di aiuto nei primi tempi. Ha fatto parte anche di un’associazione della quale eravamo tra i fondatori, volta ad aiutare gli immigrati, indipendentemente dalla loro provenienza, a trovare un alloggio che è stato chiamato "Associazione Solidarité-Logement".

5. Ora, a Roma, il suo lavoro è concentrato soprattutto nel settore culturale. L'organo della Chiesa di S. Antonio, inaugurato nel 2008, è stato considerato unico a Roma e garantisce ogni domenica un pieno successo di pubblico. Ha affermato, in precedenti interviste, che si trattava di uno sforzo notevole ma gratificante. Può raccontarci questa esperienza e la decisione realizzare questo investimento culturale?
Quando sono arrivato a Roma ho deciso che dovevo rinvigorire la nostra Chiesa. Ero abituato a Parigi, dove potevo contare su una grande comunità che era sempre assidua e presente in tutte le iniziative. Qui, con una piccola comunità di portoghesi, ho dovuto trovare un'alternativa, senza prescindere dai portoghesi. Così ho pensato ad un altro modo per far conoscere la Chiesa e l'Istituto, trovando qualcosa di unico in questa città. E immediatamente ho cominciato a sognare l'organo sinfonico.
Naturalmente tutto questo ha richiesto tempo. C'è stata una sorta di preistoria, con grandissimi concerti, varie conferenze, mostre, contatti con le Università, etc.
Una volta presa la decisione di realizzare l'organo sinfonico, mi sono messo all’opera. Ci sono stati momenti difficili, che ho condiviso con Sant’Antonio che sempre mi ha aiutato suscitando la generosità di molte persone. Se quindi oggi esiste l’organo in Chiesa si deve quindi anche a molti benefattori.
Fin dall'inizio ho potuto contare sulla consulenza e la collaborazione dell’attuale organista titolare e Direttore Artistico, il Prof. Maestro Giampaolo Di Rosa.
La programmazione concertistica è, a livello europeo, tra le più complete e l’organo di Sant'Antonio dei Portoghesi è considerato unico a livello mondiale. Per la qualità e per l'acustica offerta dalla Chiesa.
Invito dunque a venire per ascoltare. Ogni Domenica, dopo la Santa Messa, offriamo un concerto alle 18.30.
Consiglio di arrivare presto per trovare posto a sedere.

Esce il primo film sugli italiani a Lisbona, “I Figli di Tabucchi”



Il titolo vuole essere un omaggio ad Antonio Tabucchi, scrittore e intellettuale che ha vissuto nella capitale portoghese e che, con “Sostiene Pereira” e altri suoi libri, ha raccontato il Portogallo a tanti italiani. “I Figli di Tabucchi” è un documentario che, attraverso le storie di alcuni nostri connazionali, racconta perché queste persone hanno scelto di vivere a Lisbona. Ricercatori, impiegati, musicisti, attori, ecc. appaiono nel film con le loro storie e le loro emozioni.

Negli ultimi anni molti giovani portoghesi sono emigrati dal loro paese in cerca di lavoro. Al contrario, molti italiani sono arrivati nella capitale lusitana. Perché?

Di questa scelta in controtendenza racconta il film: sono le storie di alcuni italiani emigrati in Portogallo, da metà degli anni '90 fino ai giorni nostri.

Per conoscere tutte queste storie, non vi resta che guardare il primo documentario sugli italiani a Lisbona, “I Figli di Tabucchi” – realizzato da Massimiliano Rossi (traduttore freelance), Luca Onesti (videomaker e fotografo) e Daniele Coltrinari (giornalista freelance) – Per poterlo fare troverete tutte le informazioni su questo link: http://linkpdb.me/9141 e sulla pagina facebook: www.facebook.com/ifigliditabucchi.

Potete inoltre contattarci alla e-mail: ifigliditabucchi@gmail.com
 


"I Figli di Tabucchi - Italiani a Lisbona", il primo film-documentario sugli italiani a Lisbona

 

Dichiarazioni film Massimiliano Rossi

"Il paese è ancora in crisi e molti giovani portoghesi emigrano nelle ex colonie per cercare lavoro. Nonostante questo gli italiani continuano ad emigrare a Lisbona. Ecco, il film cerca di offrire un punto di vista su questa scelta in controtendenza.

 

Biografia Massimiliano Rossi

 

Traduttore freelance e insegnante di italiano, si divide tra Roma e Lisbona ormai da 8 anni.

 

Dichiarazioni film Luca Onesti

"Lisbona sta cambiando molto, sempre più velocemente negli ultimi anni: la crisi ha accelerato ed estremizzato questi cambiamenti. Arrivano sempre più turisti, i prezzi stanno aumentando, il centro di Lisbona è sempre meno "popolare".

 

Biografia Luca Onesti

 

Nato a Cosenza, si occupa di fotografia, editoria e giornalismo. Ha collaborato con diversi registi alla realizzazione e alla fotografia di film e documentari.

 

Dichiarazioni film Daniele Coltrinari

"Ultimamente si parla di Lisbona e del Portogallo per via dei tanti pensionati stranieri e italiani che arrivano qui, trovando una situazione fiscale più conveniente rispetto ai loro paesi d'origine. Quello che si sa poco è che ci sono anche tante persone tra i 25 e i 45 anni che vivono e lavorano nella capitale portoghese"

 

Biografia Daniele Coltrinari

 

Nato a Ciampino (Roma) è un giornalista freelance. Ha scritto reportage su Lisbona e sul Portogallo per Lettera 43, Linkiesta e Pagina99. Ideatore e curatore, insieme a Luca Onesti di Sosteniamo Pereira (www.sosteniamopereira.org) il sito che si occupa di Lisbona e del Portogallo. Sempre insieme a Luca Onesti ha pubblicato l'ebook 40 anni dopo la rivoluzione dei garofani.

 

Lisbona sta cambiando molto, sempre più velocemente negli ultimi anni: la crisi ha accelerato ed estremizzato questi cambiamenti. Arrivano sempre più turisti, i prezzi stanno aumentando, il centro di Lisbona è sempre meno "popolare". Il nostro documentario, che abbiamo iniziato a girare più di tre anni fa, si concentra sulla comunità italiana, che in parte vive questo cambiamento in parte ne è uno dei vettori. E quindi in qualche modo è la fotografia di questa trasformazione in corso, vista dall'interno. Ma poi, allargando il cerchio, è anche il farsi una domanda sull'Europa, sulle sue contraddizioni, e su come sia complesso riflettere su un fenomeno come l'emigrazione intracomunitaria. Ed è anche un documentario che ha una componente autobiografica, perché anche noi a volte ci siamo riconosciuti nelle parole delle persone intervistate.

L'idea del documentario è nata mettendo a confronto le nostre esperienze in parte comuni e in parte no, per la nostra diversa provenienza geografica e per le nostre diverse professionalità. Non abbiamo scelto un metodo preciso, ma le interviste sono nate mano a mano che scoprivamo e approfondivamo la conoscenza della città. Siamo stati attenti però a cercare di dare spazio alla diversità e alla varietà delle persone che nel frattempo conoscevamo. Più che concentrarci su un aspetto in particolare abbiamo voluto allargare il campo, perché le persone che sono qui effettivamente sono molto diverse tra di loro. Pur non mancando i motivi concreti che portano gli italiani a trasferirsi qui: il gran numero di call center che cercano madre lingua italiani in Portogallo, ad esempio, e, non da ultimo, le borse di studio universitarie che hanno dato la possibilità a molti di proseguire gli studi post-laurea.

 

L'idea del film è venuta fuori quasi per gioco: ci stavamo raccontando di Lisbona, della passione che ci unisce per questa città, che è un po’ un tratto distintivo dei connazionali che vivono qui. Qualcosa che non ha strettamente a che fare con il lavoro, è più uno stato dell’anima. All’inizio era una curiosità personale, cercare di investigare sul perché molti italiani scegliessero il Portogallo per vivere e lavorare, di confrontare in qualche modo le loro motivazioni con le nostre. Per scovare gli italiani a Lisbona siamo partiti da amicizie in comune. In seguito, ci siamo messi alla ricerca di professioni che latitavano nelle nostre interviste. Abbiamo intervistato oltre 70 persone, alla fine ne abbiamo scelte circa 20, quelle che ci sembravano più interessanti. Abbiamo girato le interviste, a volte, nelle abitazioni private dei protagonisti, spesso però anche nelle piazze e nelle vie più belle e centrali della città, come ad esempio Praça do Comércio, Cais do Sodré e anche sulla terrazza del Cinema São Jorge.

 

Il documentario è una produzione totalmente indipendente che presenteremo ai festival del cinema portoghesi, italiani e internazionali. Abbiamo iniziato una campagna di crowdfunding su Produzioni Dal Basso, per ripagarci delle spese sostenute. Chiunque voglia contribuire può visualizzare o scaricare il film a questo link: http://linkpdb.me/9141 oppure contattarci su ifigliditabucchi@gmail.com o sulla nostra pagina facebook I Figli di Tabucchi.

 


10 dicembre - Galleria IPSAR: “PASSAGGI - PASSAGENS” di Paolo Bigelli


Giovedì, 10 dicembre, alle ore 18:00 s’inaugura una nuova mostra di Paolo Bigelli presso l’Istituto Portoghese di Sant’Antonio in Roma. “Passaggi – Passagens” riunisce gli ultimi lavori dell’artista, in cui, secondo le sue stesse parole ha “intenzionalmente osservato quei “non-luoghi” rappresentati dalle soglie, dalle finestre, da quelle zone di passaggio che si aprono verso altro. Ho così immaginato linee tra un bosco ed un prato, tra una radura e l’acqua, tra la luce e l’ombra, tra il silenzio ed il suono, tra l’interno e l’esterno di una casa. Gli abitanti di questi “non luoghi” sono in attesa di un cambiamento di stato colti nella fragilità che la mutazione porta con sé.”
La mostra rimarrà aperta fino al 20 dicembre 2015, da lunedì a domenica, tra le 15:30 e le 19:30 e sabato e domenica anche la mattina, dalle 10:00 alle 13:00. Ingresso libero.

 
Passaggi /Passagens

“La bellezza delle cose esiste nella mente di colui che le contempla.” Questo sosteneva David Hume nel saggio “Of the standard of taste”; nell’arte e nella sua esperienza c’è dunque il respiro di una libertà cerebrale, del momento in cui il razionale cede all’emotivo, a quel pizzico di follia che fa l’uomo così differente dal computer, che lo rende creativo e libero di cambiare d’improvviso la propria direzione espressiva , di  varcare confini o sostare…. sulla soglia di mondi diversi.

In questi miei ultimi lavori ho intenzionalmente osservato quei “non-luoghi” rappresentati dalle soglie, dalle finestre, da quelle zone di passaggio che si aprono verso altro. Ho così immaginato linee tra un bosco ed un prato, tra una radura e l’acqua, tra la luce e l’ombra, tra il silenzio ed il suono, tra l’interno e l’esterno di una casa. Gli abitanti di questi “non luoghi” sono in attesa di un cambiamento di stato colti nella fragilità che la mutazione porta con sé. In termini di tecnica, l’indefinita atmosfera di un luogo “di passaggio” mi ha spinto, per reazione, ad una maggiore definizione della “forma di un soggetto” mediante i dettami di un chiaro-scuro più incisivo che ne esaltasse il contrasto, e mediante l’uso delle linee di contorno più o meno sottili che fanno risaltare la “forma” da esse racchiusa. Questi, che potrebbero apparire espedienti tecnici, sono in realtà la traduzione della fluidità dell’esperienza dell’arte dove spesso la tecnica e prodotto si identificano.

Oltre a soddisfare questo bisogno di “definizione”, il contrasto di luci ed ombre e le linee di contorno tendono a far si che la rappresentazione di un soggetto ambisca ad un’atmosfera non realistica, evocante il contenuto, così come accade nelle correnti artistiche successive all’impressionismo e come accade anche nell’illustrazione, spesso erroneamente associata ad una mera sintesi narrativa. Incontreremo così personaggi, miti, simboli e concetti, abitanti sospesi sulla soglia delle iniziazioni che la vita porta con sé.

Paolo Bigelli      

www.paolobigelli.com