venerdì 17 novembre 2017

Oggi il blog VIA DEI PORTOGHESI compie 10 anni di vita!




Il post iniziale, sulla conferenza tenuta dal Prof. Giuseppe Tavani alla Roma Tre, iniziava con una frase predestinata: http://viadeiportoghesi.blogspot.it/2007/11/giuseppe-tavani-fala-de-tradizione.html


Siamo come nani sulle spalle di giganti, così che possiamo vedere più cose di loro e più lontane, non certo per l’altezza del nostro corpo, ma perché siamo sollevati e portati in alto dalla statura dei giganti.

L’asserzione di Bernardo di Chartres, filosofo francese del XII secolo, si riferiva al beneficio della nostra epoca  essere erede di precedenti fonti di conoscenza. Esattamente quanto si è passato con questo blog, che è vissuto e cresciuto con il beneficio di tante collaborazioni di studenti di Portoghese e di amici della cultura lusofona, grazie a questa forza di sostegno.

Per questo, il nostro grazie a tutti quelli che ci leggono, a tutti quelli che partecipano alla costruzione giornaliera di quello che è diventato negli anni un punto saldo di riferimento della comunità lusofila in Italia.

Ecco le statistiche aggiornate a stamattina:


Tre anni fa, nel compiere il magico numero di sette anni, scrivemmo:

«Abbiamo dato spazio a tutti coloro che hanno voluto collaborare, pubblicando le notizie che ci inviavano e che aiutavano a legare Portogallo e Italia con il filo rosso della cultura e dell’amicizia. Una parola particolare di ringraziamento agli studenti di Portoghese dell’Università e dell’IPSAR che hanno permesso di pubblicare i loro testi nelle nostre pagine.»



Parole che vogliamo ripetere ora, di tutto il cuore, con la promessa che continueremo a fare del nostro meglio per onorare il compromesso stabilito con la comunità lusofila italiana: BEM-HAJAM!


Francisco de Almeida Dias

"Letture lusofone" scelgono "Galveias" di José Luís Peixoto per dicembre

 Al termine dell'ultimo incontro del grupo di lettura in lingua portoghese "Letture lusofone" si è deciso di leggere per il prossimo mese Galveias di José Luís Peixoto
L'appuntamento è fissato per il 12 dicembre alle ore 17 alla Casa delle Traduzioni. 

Grupo di lettura in lingua portoghese "Letture lusofone"
Casa delle Traduzioni 
via degli Avignonesi 32 
dalle ore 17 fino alle 18.45 circa

Incontri coordinati dai traduttori Vincenzo Barca e da Daniele Petruccioli.


José Luís Peixoto, nato nel 1974 a Galveias, un piccolo villaggio dell'Alentejo nel sud del Portogallo, è poeta, narratore e drammaturgo. Ha ricevuto in Portogallo numerosi riconoscimenti, tra cui, nel 2001, il prestigioso Premio José Saramago con il suo primo romanzo Nessuno sguardo.

Un anno senza Paolo Barchiesi - messa 22 novembre, 12.30, San Saba



PAOLO ROMANO BARCHIESI
25 . 01. 1956
22. 11. 2016


Il 22 novembre prossimo ci sarà una messa nella chiesa di San Saba, in Piazza Lorenzo Bernini 20 a Roma, alle ore 12.30  per ricordare Paolo un anno dopo. 


giovedì 16 novembre 2017

‘FARE I PORTOGHESI A ROMA’ - la mostra dei 15 anni di attività espositiva a Via dei Portoghesi




 ‘fare i portoghesi a Roma’ è titolo provocatorio della grande mostra che s’inaugura mercoledì 6 dicembre 2017, alle ore 18.30, nel suggestivo spazio della galleria al nº 6 di Via dei Portoghesi,. Si ripercorrono 15 anni di attività espositiva promossa dall’Istituto Portoghese di Sant’Antonio in Roma: più di 100 eventi  rivisitati attraverso alcune delle opere donate dagli artisti all’IPSAR. Con l’occasione sarà anche pubblicato un interessante catalogo che riproduce degli oggetti  esibiti  e fa un riassunto storico che ricorda artisti, curatori, istituzioni e esposizioni ospitati dall’IPSAR.


Nel testo introduttivo del catalogo, il Rettore dell’Istituto cita «lo spirito del fondatore di Sant’Antonio dei Portoghesi, nel lontano Quattrocento» per illustrare l’importante ruolo culturale svolto dall’IPSAR a Roma negli ultimi vent’anni, accogliendo artisti portoghesi e stranieri L’incontro e lo scambio artistico è promosso nello spazio che porta il nome del Santo che unisce italiani e lusitani, da Lisbona a Padova. Il Rev. Mons.  Agostinho da Costa Borges inaugurerà l’evento alla presenza di S.E. l’Ambasciatore del Portogallo presso la Santa Sede, Dott. António de Almeida Lima.

Organizzata in due nuclei principali, «Identità» e «Spirito e Materia», che si sdoppiano poi in diverse sezioni, la mostra apre con l’omaggio al Santo Patrono e al poeta Fernando Pessoa, due icone incontestate dalla cultura portoghese («Fernando António e António Fernando»), essendo eletto il Sermone di Sant’Antonio ai Pesci di Guilherme Parente come pièce di benvenuto e immagine della mostra. Si susseguono opere di artisti nazionali e stranieri ispirati al Portogallo, per accedervi poi nel suggestivo caveau - le fondamenta romane di Via dei Portoghesi - dove si concentrano le opere astratte e materiche, quelle  dedicate alle tematiche dell’Uomo, della Natura e un nucleo finale di indole più nettamente spirituale e religiosa.

«L’offerta di un’opera d’arte suggerita agli espositori, in segno di riconoscenza per l’ospitalità, ha permesso all’IPSAR la creazione del variegato, discontinuo, ma molto interessante nucleo di arte contemporanea che ora, per la prima volta, si riunisce ed espone al pubblico.» - sono parole del curatore, Prof. Francisco de Almeida Dias. 


Artisti rappresentati:  Martha ALEGRÍA DE VALLADARES, Francesco ASTIASO GARCÍA, Nicole AUÈ, Atelier Aurora, Ricciarda AZZINI, BAKE, Hugo BERNARDO, Paolo BIGELLI, Anca BODEA, Ugo BORGESE, Benhy BRADSHAW COSTELLO, Franca BUSCAGLIA, Luísa CAETANO, Antonella CAPPUCCIO, Claudio CASTIGLIONI, Maria Grazia CECCARONI MOROTTI, Carmine CECOLA, Chema CONCELLÓN, Barbara CONTE, Teresa CORTEZ, Dinora CRUZ, Caterina CUCCHI, Luisa DE AYAU, Ricardo DE CAMPOS, Marta DE CASTRO, Luís DE MATOS, Federica DI CARLO, Vasco D’OREY BOBONE, Teresa D’OREY CAPUCHO, Carlo D’ORTA, Elena FABRIS, Paola FALINI, Enrico FRANCHI, Fausto Maria FRANCHI, Melissa FRANKLIN SANCHEZ, Carlo FUSCA, Luciana GALLI, Song GANG, Goffredo GODI, Yasmina HEIDAR, Josué HERNÁNDEZ, Luis LAFORGA, Helena LAPAS, Maria LEAL DA COSTA, Cláudia LOPES, Guillermo LUNA, Danilo MAESTOSI, Franco MALATESTA, Flaminia MANTEGAZZA, António MARQUES, Carlos MARTÍNEZ LÉON, Paulo Alexandre MARTINS, Constança MEIRA, Franco MENOLASCINA, Gregorio MIJARES, Luca MONGO, Leslie NANNE, Pasquale “NERO” GALANTE, Giovanna NOIA, Roberto PACE, Paula PAOUR, Erick PENSAMIENTO, Manuela PIMENTEL, Conceição PRAIA, Mónica QUARTIN, Gabriele REINA, Miguel RIBEIRO, Paola ROMANO, Claudio SACCHI, Pedro SALVADOR MENDES, Ricardo SANDOVAL, Violante SARAMAGO MATOS, Rui SERRA, Bela SILVA, Giorgio SOLDI, Gaspar SOUZA LIMA, Tommaso STEGAGNO, Giuseppe SYLOS LABINI, Claudia TASSONI ESTENSE, Karen THOMAS, Patricia TORIELLO, Marie-Laure VAN HISSENHOVEN, Francisco Javier VERDE ALVARADO, Rita VILLANUEVA, Filippo VINARDI, Max WAYNE, Scuola d'Arte e dei Mestieri Nicola Zabaglia.




‘fare i portoghesi a Roma’
15 anni di attività espositiva all’IPSAR

INAUGURAZIONE:          mercoledì, 6 dicembre 2017, ore 18.30
                                              Istituto Portoghese di Sant'Antonio
                                              Via dei Portoghesi, 6 - ROMA

APERTURA:                       da lunedì a sabato, dalle 18.00 alle 20.00
                                              fino al 23 dicembre 2017
                                              INGRESSO LIBERO



sabato 11 novembre 2017

Viterbo: IV Congresso Internacional sobre Estudos de Género

http://www.instituto-camoes.pt/activity/o-que-fazemos/cultura-portuguesa/agenda/6122


Nos dias 23, 24 e 25 de novembro de 2017, terá lugar no Dipartimento di Studi Linguistico-Letterari, Storico-Filosofici e Giuridici da Universita degli Studi della Tuscia, em Viterbo, o IV Congresso Internacional sobre Estudos de Género em âmbito lusófono e italiano, organizado conjuntamente por docentes da Universidade de Viterbo (Cristina Rosa), Universidade de Lisboa (Debora Ricci), Universidade Federal de Sergipe (Maria Lúcia Dal Farra), Universidade de Federal do Sul e Sudeste do Pará (Fabio Mario da Silva), Universidade Católica Portuguesa (Gaspare Trapani) e Università Ca’ Foscari de Veneza (Vanessa Castagna).

Uma centena de conferencistas irão discorrer, ao longo de vinte sessões, sobre temas como linguística de género, literatura portuguesa conventual e medieval, Gender and Queer Studies, sexo, sexualidade e género, filosofia e feminismo, análise italiana de escritoras de língua portuguesa, entre outros.

O evento conta com a colaboração dos alunos de língua e literatura portuguesas da Universidade de Viterbo, e com a parceria da Cátedra Pedro Hispano, do Camões, I.P., dirigida pela Profª Cristina Rosa e coadjuvada pelo Doutor Francisco de Almeida Dias. A Cátedra será ainda responsável pela realização de uma iniciativa paralela ao Congresso: uma exposição de pintura de Teresa d’Orey Capucho, com o título «Ora e Prima», onde a pintora reinterpreta algumas mulheres protagonistas de episódios da Bíblia e das gestas heróicas da Antiguidade.

Programa


http://www.instituto-camoes.pt/activity/o-que-fazemos/cultura-portuguesa/agenda/6122

mercoledì 8 novembre 2017

Nuova uscita Edizioni dell'Urogallo | Arménio Vieira | All'inferno

Arménio Vieira
All'inferno

238 pp., 16,00 €
ISBN 978-88-97365-50-1

Per acquistare una copia

Arménio Vieira (Praia, Capo Verde 1941) è l’unico autore capoverdiano insignito del prestigioso Prémio Camões, il più importante riconoscimento alla carriera letteraria del mondo di lingua portoghese, assegnato dal Portogallo e dal Brasile insieme. Poeta refrattario al metro, ma votato ad una sensibilità epigrafica e aforistica, ha al suo attivo una bibliografia non vastissima, ma di grande impatto nel panorama delle lettere capoverdiane. In prosa ha al suo attivo O Eleito do Sol (1990) e questo All’inferno (1999), di cui non solo siamo davanti alla prima traduzione italiana, ma alla prima traduzione dal portoghese tout-court.
Se è vero che la tradizione letteraria capoverdiana è stata una delle prime cronologicamente ad emergere tra quelle che al tempo erano ancora colonie portoghesi, e da sempre si è contraddistinta per un’apertura verso le letterature europee e americane, l’opera tutta di Arménio Vieira sembrerebbe ancor più esemplare in tal senso, opponendosi a certe tendenze di ritratto della caboverdianidade in letteratura: leggere Vieira significa imbattersi continuamente nella citazione esplicita o implicita, nel richiamo costante alla tradizione letteraria occidentale: e questo non coinvolge soltanto (e, anzi, lo fa soltanto marginalmente) la tradizione portoghese o brasiliana, al contrario, da Omero a Nabokov, da Joyce a DeFoe, da Goethe a Kafka, il panorama è quello di un certo “canone occidentale” che anche al lettore italiano suona tutt’altro che estraneo.
All’inferno è un non-romanzo, o meglio un anti-romanzo, da quanto si evince dalle coordinate che lo stesso autore e il mutevole narratore non si esimono a fornirci, che fa perno su un topos letterario consolidato: il protagonista viene imprigionato in una villa dalla quale potrà uscire soltanto se riuscirà a scrivere un romanzo che possa essere giudicato come un capolavoro. Il protagonista in questione, che, a capitoli alterni, porta il nome di Robinson (il protagonista del primo romanzo moderno) e quello di Leopold (il protagonista dell’ultimo...), tenterà di fare il suo meglio, in un labirinto letterario e testuale che quest’Africa insulare ci regala come uno strano e perturbante sogno di noi stessi sognato sulla linea del tropico...


da Nota previa

«L’elaborazione di questo volume richiede alcuni chiarimenti.
Per iniziare, ho immaginato un personaggio recluso, anonimo, o quasi anonimo, e senza memoria. Gli ho dato un enigma da svelare – quello della sua stessa identità – e un ragguardevole insieme di libri attraverso i quali egli, spogliato di tutto il resto, è riconoscibile come un uomo di molte letture. Obbligato a cercare la libertà attraverso la scrittura, egli tenta, ma con mediocre successo in ragione di una sovraccarica mentale di informazioni libresche (forse un mero alibi). La mancanza di una reale vocazione di scrittore – il poeta nasce, come si suol dire – sarà, forse, la spiegazione più giusta.
[…]

Obbligato a scrivere un romanzo, a somiglianza del protagonista del libro in oggetto, non l’ho fatto, perché non l’ho voluto fare o perché non l’ho potuto fare, in virtù di una serie di ragioni: a) il romanzo, genere discendente dall’epopea, nella sua qualità di narrazione in prosa di fatti eroici, ha già dato quello che aveva da dare, s’è fatto caduco; b) nelle sue versioni realista e naturalista, Balzac, Flaubert e Zola hanno già avuto da molto tempo i loro giorni di gloria; c) nel suo versante psicologico, esso ha raggiunto il suo apice in Dostoevskij, Proust e Faulkner; d) Joyce, lo sperimentatore faustico, lo ha condotto ai limiti; e) lasciando il resto da parte, diciamo per finire che Borges, l’ultimo dei grandi narratori, preferì non scrivere romanzi, e piuttosto, in loro luogo, elaborare riassunti di ipotetici romanzi e commentarli.
Che cosa fare, dunque? Continuare a scrivere romanzi, facendo finta che nessuno ne ha scritti prima di noi? Ignorando, per esempio, che le semplici cacofonie bastavano per far rimanere Flaubert insonne? Che l’ambizione di una scrittura pura andava annullando Valéry? Che Mallarmé sognò il libro irrealizzabile? Che il Finnegans di Joyce è la romanzesca quadratura del cerchio? Che i cultori del nouveau roman, il quale s’è anche detto du regard, altro non erano che noioserrimi funamboli in caduta mortale?
La supposizione che l’essenziale è già stato scritto ci lascia sconsolati. Ma, comunque sia, coltiviamo il nostro giardino. È quel che han fatto Hemingway, Camus, García Márquez, Saramago e tanti altri, con il Nobel o senza. E se la sono cavata proprio bene».


Edizioni dell'Urogallo
Corso Cavour, 39
06121 Perugia

Professor Rafael Moreira em Roma - em dezembro



O conhecido Historiador da Arte português, professor do Departamento de História da Arte da Universidade Nova de Lisboa (desde 1978), especializado em Renascimento, Arte Colonial Portuguesa e também Arquitectura Militar, foi convidadoa participar no convéno L'Effimero. L'Arte della Festa in Europa tra Cinque e Seicento na Accademia di San Luca, a 18 e 19 de dezembro.

https://www.accademiasanluca.eu/it

MAIS:
http://www.cham.fcsh.unl.pt/invdet.aspx?inv=RM_0184

RETESOLE TG LAZIO "I colori della speranza" di Karen Thomas in mostra all'IPSAR

MAIS VALE… Vito Gerardi



Pedimos aos alunos do segundo nível do Instituto Português de Santo António em Roma para escreverem sobre alguns provérbios portugueses, que têm em comum a sua expressão inicial: «Mais vale...».
Vito Gerardi escolheu «MAIS VALE TARDE QUE NUNCA»
Obrigado, Vito!



Também em Itália dizemos “Mais vale tarde que nunca ou seja “Meglio tardi che mai”.
Mas eu não estou de acordo com esta afirmação (Provérbio).
Eu acho que desta maneira nós aceitamos que as coisas, os acontecimentos, são sempre bons.
Assim o tempo não tem importância.
Cedo ou tarde não há diferença.
Mas para que serve obter alguma coisa quando é tarde ?
Quando não serve mais ? Não nos serve mais ?
Eu prefiro nunca, mas não tarde !!
Tudo no justo tempo, quando eu posso gostar das coisas, quando preciso das coisas.
Por causa desta ideia na Itália, em particular, tudo está atrasado e todos dizem “Mais vale tarde que nunca”.
Todos pensam que não há diferença e vivemos calmamente.

VITO GERARDI